Il grande boom di Correva l’anno
Si fa presto a dire televisione spazzatura, fatemi un pò capire come è la televisione che vorreste.
Rispondo: Mi piacerebbe poter vedere tutte le sere un programma di approfondimento come Correva l’anno. Questa domenica la trasmissione parlava della società dei consumi negli Anni Sessanta, spiegando di fatto il funzionamento della nostra realtà attuale, dei motivi per cui viviamo di supermercati, televisione, mass-media, pubblicità e di come tutto questo sia legato e di come ci sia un forte legame fra tutti questi diversi aspetti del modello economico di più grande successo di sempre.
In più la storia dell’economia di un paese di contadini che da povero, grazie ad un pò di fortuna ed a grandi uomini ( da Oscar Sinigaglia o Enrico Mattei), si improvvisamente scopre ricco e benestante ma tutto è cresciuto così velocemente da avere i piedi di balsa, con grandi squilibri soprattutto fra nord e sud.
Per finire le intelligentissime osservazioni riguardanti la nostra nazione: una nazione di furbi dove la coscienza di essere una comunità non è mai esistita, fra palazzinari ed imprenditori pronti a tutto per potersi comprare la cabrio o per le vacanze in sardegna.
Insomma tutte cose che purtroppo la scuola oggi non c’è speranza che possa insegnare, eppure concetti che permettono ad un uomo di capire la differenza fra la fiction e la realtà .
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Italia alle Olimpiadi
Se vi siete persi le olimpiadi, potreste leggere tutte le informazioni qui.
Italia Olimpiadi di Pechino
Una Milano agostana
Devo dire la verità , Milano d’agosto ogni anno migliora. Partiti anche gli ultimi amanti della tintarella, la città si riempie di silenzio. Un silenzio anomalo, quasi inquietante. Poche le automobili, poche le persone sui marciapiedi. I pochi che sono “costretti in città “, secondo la mentalità italica, sono quelli che c’hanno da lavorare così le strade durante il giorno sono DAVVERO vuote.
Qualche turista si aggira fra via Dante e Corso Vittorio Emanuele “ma non si avventura mai oltre!”
Dimmi il tuo prezzo
Quanto vale il tuo tempo? Quanto vuoi per fare quello che ti chiedo? Quanto vale il tuo futuro? Alcuni risponderebbero in un’eccesso di realtà “i soliti trenta denari”, altri più illusoriamente continuano a chiederselo per tutta la vita, sta di fatto che il mondo moderno ci ha imposto di lavorare per i soldi, dare a noi stessi un prezzo, metterci nel cestone e cercare di farci comprare il più velocemente possibile.
Questo discorso, che mi gira in testa nel pomeriggio del 15 agosto non è fine a sè stesso ma vorrebbe fissare su questo diario il ricordo dell’ultimo colloquio, quando molto candidamente il responsabile del personale al termine di un lungo processo di selezione mi ha chiesto: “Quanto vorrebbe di stipendio per lavorare con noi ed sentirsi soddisfatto?”.
E’ la tipica domanda a cui è impossibile dare una risposta. In un mondo dove ad ogni livello di ricchezza è possibile trovare nuovi stimoli d’acquisto, questo coincide col chiedere ad un bambino di scrivere a babbo natale per avere qualsiasi cosa possa desiderare per sentirsi felice. Una biglia o una piramide, che differenza fa?
C’è una canzone di Ligabue (Non è tempo per noi) che si interroga proprio sulla principessa delle domande che tutti noi ci facciamo il lunedì mattina per giustificare l’ennesima violenza fatta per alzarci ed andare al lavoro: “Stiamo prendendo abbastanza?” il nostro prezzo vale la nostra vita (o più propriamente la direzione che abbiamo voluto dare alla nostra vita) o varrebbe di più la pena mandare tutti affanculo e cambiare vita?
E poi l’ho imparato in prima media, i prezzi vengono fatti dal mercato: possiamo dire che il nostro stipendio venga calcolato dalle nostre reali necessità o più semplicemente è il minimo che prendono coloro che hanno le nostre capacità ? Se escludiamo attori e calciatori, la retribuzione delle persone comuni è vincolata rigidamente dalla loro anzianità , dal ruolo, dalle ore lavorate, dalle responsabilità .
E allora chiedere quanti soldi una persona vuole di retribuzione è un non-sense, il trucco tipico del bravo giocatore di poker, l’ennesimo test per valutare se sei la persona giusta da assumere.
Perché se il tuo prezzo è fuori mercato rimarrai sullo scaffale come un ventilatore durante l’inverno.
Tutti al mare
Mentre gli italiani sono TUTTI diligentemente in coda in autostrada per le vacanze estive di agosto, io progetto l’intero mese di agosto nella afosa e deserta Milano.
Che poi così deserta non è, visto il numero di intelligenti extracomunitari che evitano questo mese di folle e prezzi pazzi per le proprie ferie estive.
Vi farò sapere se Milano è davvero aperta (a cittadini e turisti), come continua a pubblicizzare il comune.
SceglRai ScegliRai uno dei migliori programmi di questa estate
Non sono un grosso consumatore di televisione ed evito, solitamente, in questo blog l’argomento per evitare di parlare a vanvera, eppure giovedì 31 luglio 2008 ho visto in serata su RaiNews24 un ottimo programma dal nome SceglRai di cui non trovo informazioni in rete.
Il programma in formato documentario partiva dal periodo degli anni ‘80 per analizzare la situazione socioeconomica attuale ed i motivi perché si è arrivati nel nostro paese a tale realtà con una semplicità incredibile. Evitando facili faziosità o l’attualità politica il programma rivisitava gli anni dell’inflazione galoppante, la svalutazione della lira e la Bella Vita del nostro paese fra paninari e dipendenti pubblici che duplicavano di numero ogni 5 anni.
Il programma mi ha fatto persino ragionare sul fatto che la mancanza di medie imprese in italia può essere ricondotta abbastanza verosimilmente alla mancanza di capitali disponibili in quegli anni quando i titoli di stato garantivano rendimenti ben al di sopra di quello che poteva fornire la migliore delle imprese private (>20%), oppure raccontava il lavoro fatto da Cuccia per evitare il pesante intervento politico nel mondo economico (solo in parte riuscito).
Insomma la migliore lezione di storia moderna che potessi immaginare scovata per caso sul canale digitale All news della Rai in prime-time.
Se la Rai puntasse su questi contenuti, sono sicuro che l’intera cultura del paese ne gioverebbe parecchio, solo conoscendo il proprio passato si può progettare il futuro.


