Equo compenso i RadioHead un esempio da seguire

Scritto in Generica da Goldmund100 il Novembre 7th, 2007

Leggo su alcuni blog, presto arriverà l’ora dei quotidiani, delle valutazioni negative sulla scelta dei Radiohead di pubblicare solo “virtualmente” il loro ultimo disco permettendo di fare un’offerta libera al fine di acquistarlo. La critica è facile: siete dei fessi, il 67% dei “compratori” l’hanno pagato 0£ legalmente.

Ancora in pochi sono pronti, eppure questo è il futuro.
Le opere di intelletto devono essere pagate quanto i fruitori le valutano. I supporti (cd, lp, dvd) possono avere un costo fisso, ma è ingiusto che un ragazzino squattrinato che ascolterà 2 volte il disco ed un manager d’impresa che ascolta il disco 20 volte al giorno, paghino l’mp3 allo stesso prezzo.

Se ci pensate è lo stesso principio sul quale Wikipedia raccoglie i fondi per sopravvivere o secondo il quale i progetti opensource si si mantengono: chi è soddisfatto paga per sostenere un progetto, senza essere obbligato, chi non lo è, pur se costretto a pagare, cerca ogni modo per “rubare”, soprattutto quando si tratta di oggetti “non materiali” come opere di intelletto.

Lo so, non siamo pronti a questa logica, è una questione di cultura, in un mondo dove tutto è brevettato e tutto ha un costo certo, è impensabile pensare che qualcosa possa essere venduto ad un prezzo totalmente variabile.

Eppure io non valuto allo stesso livello tutta la musica: non penso che un pezzo di bob dylan sia uguale all’ultimo singolo dei vengaboy. Eppure i prezzi sono incredibilmente livellati dal mondo discografico che preferisce spingere per l’illegalità del p2p, piuttosto che vendere senza sicurezza di margini e prezzo.

E poi, diciamolo, ormai i soldi un cantante li può fare in mille modi diversi. Banalmente, un sito internet ben frequentato con tanta pubblicità mirata può raccogliere soldi anche da chi l’album non lo paga. Concerti, pubblicità, ospitate, lo showbiz troverà sempre modo di premiare i bravi artisti.

Altrimenti, potremmo sempre iniziare a mettere in galera quelli che fischiettano sotto la doccia un pezzo sentito alla radio.

2 Responses to 'Equo compenso i RadioHead un esempio da seguire'

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  1. Francesco said,

    on Novembre 7th, 2007 at 6:40 pm

    sottoscrivo pienamente quanto dici. anzi, se devo essere onesta la tua è l’analisi sull’argomento migliore che ho letto in giro…
    Ciao! ;-)

  2. Goldmund100 said,

    on Novembre 7th, 2007 at 6:42 pm

    grazie!

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