Lucky

Scritto in Personale, Libri da Goldmund100 il Dicembre 29th, 2003

In casa mia c’è la magia dell’ignoto negli armadi.
Trovo eccezionale il fatto che le librerie di casa strabordino di libri che nessuno ha mai letto e dalle quali io possa pescare a piene mani, senza farmi paranoie sul fatto che il libro mi possa piacere o meno, senza la necessità di prendere la decisione di “comprare” o “non comprare” che mi assale puntualmente quando sono in un negozio di libri.

Una settimana fa ho aperto la libreria in ingresso e mi è saltata all’occhio la copertina viola di un libro, si intitolava Lucky ed era di una scrittrice che non avevo mai sentito, una americana di nome Alice Sebold, decisi di provare a leggerlo.

Ecco l’incipit:
“Nella galleria in cui fui violentata, ex ingresso sotterraneo di un anfiteatro da cui gli attori irrompevano sulla scena passando sotto le gradinate del pubblico, una ragazza era stata uccisa e smembrata. Me lo disse la polizia. Al confronto, dissero, io ero stata fortunata.”

Il tema della violenza sessuale è difficile, soprattutto per un uomo come me che ha sempre messo su un piedistallo immaginario le donne in quanto tali, leggere di violenze mi ha sempre fatto sentire male in quanto uomo, in quanto facente parte della “categoria”.

Ma se questo non bastasse, bisogna sottolineare che la Sebold parla della sua storia personale, scrive un autobiografia e non inventa nulla, la sua descrizione è forte persino per un maschio, mi sono trovato catapultato in un mondo difficile, ho vissuto sulle pagine scritte con grande capacità le mie angosce di questo periodo trasformate e fuse con quelle di una vittima di una violenza carnale.
Leggendo il libro si approda nella psiche di una persona che ha perso la speranza, che ha perso la propria vita.
So che molti uomini hanno dubbi riguardo gli effettivi danni psicologici per una donna che subisce violenza carnale, ma la Sebold li smonta sapientemente pezzo per pezzo e li spazza via.
Ti lascia a condividere le sue sofferenze.
Mi sono trovato, forse anche per la situazione personale che sto attraversando, a leggere le pagine con grande piacere letterario, in quanto scritte sapientemente, ma grande sofferenza interiore. Mi sembrava di subire io ogni tormento che stava soffrendo la protagonista ed autrice del libro. Ho letto il libro in una settimana ma non è stato un modo per distrarmi dalle mie ansie, ma anzi ha accentuato le mie paure personali, è stato un libro che mi ha rovesciato addosso altri pensieri oltre ai miei.

Lucky significa fortunato/a, io ho scelto questa parola come nick tanti anni fa, perché volevo urlare al mondo che io, come molti altri, sono fortunato ad avere quello che ho.
La scrittrice l’ha scelto perché è giunta a comprendere quanto sopravvivere sia importante, durante la lotta con il suo stupratore ha compreso che l’uomo, per la sopravvivenza si possa piegare a fare cose immonde ed ha ringraziato di essere ancora al mondo per raccontarcelo.

Il libro mi ha parlato di violenza, ma soprattutto mi ha accresciuto le preoccupazioni e la sensibilità ai “patemi” come li chiama nel libro l’autrice.
Lo consiglio a tutti perché è un bel libro, forse per me non era il periodo giusto per leggerlo, mi sono lasciato prendere davvero troppo.

Mi licenzio

Scritto in Lavoro da Goldmund100 il Dicembre 15th, 2003

Venerdì mi sono licenziato dal mio posto di cassiere/tuttofare dell’ipercoop.
Non è stato facile, prima di tutto trovare il coraggio per lasciare un posto sicuro è difficile dopo 16 mesi di lavoro, ora che conoscevo tutti, avevo imparato tutti i trucchi e le scorciatoie per sopravvivere alla levataccia delle 5 del mattino (ora di inizio del lavoro) ed alle 8 ore in mezzo ai pazzi furiosi clienti e dipendenti di un centro commerciale.
Trovato il coraggio, mi è sorto il dubbio del come comportarmi, il fascino della porta sbattuta e della tipica frase “non metterò mai più piede in questo posto” non ha mai perso il suo fascino fra quelli che stanno andandosene da qualunque posto o persona, ma poi ho deciso di andarmene con un certo stile e lasciando un buon ricordo di me (non si sa mai!)

Il coraggio di cambiare l’ho trovato, non senza qualche patema d’animo, pensando che il nuovo posto era più consono alle mie aspirazioni personali (essendo un lavoro nel mondo della multimedialità e dell’informatica) e pensando all’aumento di soldi (e dimenticandomi un attimo di quello di lavoro) che mi aspettava nel nuovo posto.

Quindi sono giunto a risolvere la questione sul come comportarmi, ho scritto una lettera di dimissioni che era più una lettera di ringraziamento che altro, dove li ringraziavo, facevo i complimenti etc… etc…

Il terzo problema è stato andare a lavorare dopo essermi licenziato e guardando il tutto con gli occhi di chi sta andandosene.

Addirittura questo weekend ho lavorato sia sabato che domenica e il lavoro in cassa, noioso e ripetitivo mi è parso desiderabile e sereno come tutte le cose che si stanno per perdere… solo quando si sta per perdere qualcosa si scoprono in realtà i suoi aspetti positivi.
Il preavviso di 20 giorni che devo rispettare, prima di poter riavere indietro il mio libretto di lavoro, che inizialmente, pensavo mi avrebbe fatto penare per essere troppo lungo e insopportabilmente inutile, ora mi sembra una buona occasione per riscoprire e rivalutare tutto quello che c’era di buono nel lavoro che sto per lasciare, un’occasione per imparare qualche lezione per il futuro.

Ieri, per esempio, avevo una collega seduta dietro a me in cassa che è davvero molto simpatica ed abbiamo scherzato per buona parte del pomeriggio, nonostante il lavoro martellante (ieri in 4 ore ho incassato quasi 10000€) mi sono divertito.

Ieri sera mi veniva la tentazione di andare ad implorare la responsabile del personale perché mi restituisse la lettera di licenziamento, ma poi mi sono guardato allo specchio, dicendomi: “Non devo aver paura del domani, la vita è un soffio, non devo fermarmi mai, sulla strada che sto percorrendo!”

Stamattina sono sereno, so che ho un’altra sfida davanti e che devo ricominciare da capo.
Punto
E a capo.

Musica e Rapporti Interpersonali

Scritto in Informatica, Ligabue, Musica, Personale da Goldmund100 il Dicembre 2nd, 2003

Oggi ho ascoltato per la centesima volta “Buon Compleanno Elvis”.
E’ stato un pomeriggio di ferie dal lavoro e volevo mettere a posto il casino apocalittico che esiste nel filesystem del mio computer, così ho messo su il disco di Ligabue e mi sono messo a masterizzare/cancellare/spostare inutilmente la matassa.
Come dice il mio collega Michele “una matassa come quella dei miei capelli, la posso provare a sbrogliare, devo provarci, ma non potrò mai davvero riuscirci.” Ecco diciamo che il mio computer ha mantenuto l’intreccio dei capelli di Michele!
Se dal punto di vista organizzativo, non ho ottenuto una beamata ciofeca, devo dire che ho avuto una forte rivelazione sul mio modo di relazionarmi con il prossimo.
Dovete sapere che non ascolto quello che dicono le canzoni, dopo la decima volta che si ascolta e che si condivide ogni singola parola che viene detta in un album, mettere su un disco per me, significa ascoltare, cantare, alzare ed abbassare il volume in determinati punti, alzarmi e girare per la stanza a fare il pirla come se avessi una chitarra sul petto e sapessi anche suonarla.
Ma la rivelazione venutami non consiste nel fatto che non so suonare la chitarra, bensì riguarda il mio modo di relazionarmi con il prossimo.
Ho capito che certe persone mi stanno simpatiche e mi fa piacere stare con loro solo per la sensazione (spesso legata ad un cantante o ad una canzone che mi trasmettono)… attenzione non è detto che quella canzone davvero debba piacere a quella persona, basta che io abbia associato quella persona a quella canzone che mi piace da morire e penso a quella persona quando ascolto la canzone.
Addirittura, quando vedo loro penso alla canzone.
Amo l’emilia Romagna ed amo Ligabue, come avrete capito ed ogni volta che penso a Fabio, un mio amico, penso a Ligabue, penso a quella sensazione splendida che provo quando viaggio fra le colline di quella zona… il senso di avventura e di libertĂ  che il mio cervello si lancia a provare quando attraverso quella zona.
Molto probabilmente a Fabio il Liga sta pure sul qlo… è quello il bello!
Insomma, io baso il mio rapporto spesso su delle canzoni, o se voglio essere piĂą preciso, su delle sensazioni simili a quelle che si provano con una canzone.
Come le canzone mi piacciono o meno “in un certo modo”, così anche per le persone.
Attenzione, con questo non voglio dire che collego una persona con una specifica canzone, oggi volevo trovare un pezzo di una canzone del Liga per fare un esempio… ma non ne sono stato capace… è la sensazione! Non so come spiegarverlo, o avete capito altrimenti… niente

A proposito, visto che non era possibile risolvere la matassa dei file, sono giunto alla conclusione di comprimere tutto cattivamente con winrar… no, non ho sbagliato avverbio (proprio cattivamente) metto in cattivitĂ  file che sono nati liberi! di ingarbugliarsi
Ma perchè winrar deve essere a pagamento??? Non esiste nulla di simile ma gratuito ed universale???
Uff!

Fossi Figo…

Scritto in Musica da Goldmund100 il Dicembre 1st, 2003

Fossi figo frequenterei il locale giusto,
Ed invece la gente che incontro per sbaglio si stupisce che non conosco neppure il fighissimo locale sotto casa mia, che frequenta gente di tutto il quartiere!

fossi figo conoscerei la gente giusta,
Ed invece, conosco così poca gente che, quando esco dalla mia stanza, mi presento a tutti quelli che girano per casa!

fossi figo indosserei vestiti trendy,
certe volte son dei capi orrendi
che a nessuno li rivendi.
Ed invece continuo a vestirmi con camincia e jeans da 10 anni a questa parte… e non ho ancora capito se la moda maschile esiste o no!

Fossi figo tutti i giorni sarei in palestra
Ed invece, quelle poche volte che vado vestito da fantozzi a fare esercitazioni ginniche, mi sfascio per la settimana successiva!

fossi figo starei ignudo alla finestra
fossi figo sarei il principe dell’adduttore,
sarei il re dell’addominale,
sarei il re della finestra,
Ed invece… Che freddo!!!

[…cut…]

Fossi figo guiderei una grande jeep
Ed invece vado in giro con una FIAT uno del ‘94, odio tutti quelli con le jeep che 2/3 non sanno guidare ma hanno delle armi in mano!

fino in disco, attesissimo in zona V.I.P.
il mio nome sarebbe sempre incluso nella lista
non dico proprio il primo della lista
ma neanche l’ultimo degli stronzi.
Ed invece io, oltre a non essere mai stato in nessuna lista, non ho neppure l’ambizione di esserci… come sono poco figo!

[..cut..]

Forse non sono figo, forse no,
ma sono bello dentro,
Voi stranamente mi vivete come un solitario
ma a me piace stare con la gente.
Io, per piacervi,
mi epilerei per tutto il santo giorno
come le balle di un attore porno.
Sottoscrivo anche se la metafora comparativa finale è particolarmente forte e non del tutto raffigurante il mio pensiero!

[Parlato] Ma guardi, per me non c’è una ra…se ci, se ci…se c’era la pena di morte, da darla a quelli che vanno in giro a fare fare..lasciamo..cioè…per non usare le robe volgari..a fare i bisognini per terra…che uno esce che ha lavorato tutto il giorno….che è in giro a far ballare i piedi…e si trova lì e si trova il regalino del signor tal dei tali del lante della rovere del…del savoia che gĂ  il cagnulin e io ciacchete che entro negli escrementi..scusate perchè le cose van dette….negli escrementi!
Quanta gente che conosco che si esprime così… il brutto di Milano! ;D